Una frase meravigliosa di una canzone meravigliosa. E questo basta per descrivere il blog: un foglio bianco su cui incidere lentamente ogni piccolo granello di sensazione rilevata dal mio piccolo cuoricino.
Guardo il
mio blog e mi rendo conto che scrivo solo ciò che voglio scrivere. Scrivo solo
ciò che voglio far vedere agli altri. Eppure in un blog personale dovrei
parlare di me. Ma... la verità è che mi mancail coraggiodi dire quello che provo, quello
che sto passando, come mi sento.Non
sono capacedi aprire la
pagina bianca e sputare sul foglio tutta la merda che sto vivendo.Non ne sono in grado.
Sono una di quelle persone che
non parlano dei propri problemi, almeno che non si tratti di una banale
influenza o un mancato pomeriggio di studio.
Sono una di quelle persone che si
tiene le cose dentro, e che poi alla fine scoppia, e piange lacrime che riempirebbero
tutti i crateri della luna.
Sono una di quelle persone che
sorridono quando sono osservate, e che poi nella propria stanza sprofondano nei
momenti di riflessioni, nelle notti passate a inzuppare il cuscino di lacrime,
nelle mattine iniziate con un "basta, non ce la faccio più".
E mi viene in mente di quella
volta in cui, dopo aver lasciato il posto che amavo, mi sono ritrovata a
dormire su un letto che non sembrava più il mio, in una stanza anonima, vuota,
con gli armadi svuotati e i mobili sparsi a pezzi sul pavimento. Mi viene in
mente di quanto ho pianto quella notte, di quanto quelle lacrime che scendevano
sul viso fossero consapevoli che da quel giorno tutto sarebbe cambiato. E mi
ricordo che i giorni seguenti la gente mi chiedeva come andava, come mi sentivo
con dinnanzi una nuova avventura. E io rispondevo "bene, dobbiamo ancora
sistemare ma comunque andrà tutto bene". E non appena distoglievano lo
sguardo, io abbassavo il mio, e mi ripetevo che magari sarebbe andato bene per
davvero. Ma i miei pensieri,i
miei pensieri, avevano ragione: nulla sarebbe mai più stato come
prima.
E da quel momento ho vissuto come
eroe di me stessa. E ho cercato di darmi forza.
E me ne sono data talmente tanta,
che ormai con la gente so solo fingere che vada tutto bene, so solo sorridere,
so solo scrivere post da ragazza felice quale non sono.
Apri gli occhi e guardami.
Lo so che è difficile questa vita,
ma non lasciare che il tuo stupendo sguardo color nocciola
sia bloccato da palpebre serrate e laghi di lacrime.
Apri gli occhi e guardami.
Mi vedi? Sono qui per te. Non lasciare che le circostanze ti portino via il sorriso perché è la cosa più bella che hai.
Apri gli occhi. Guardami!
Puoi contare su di me.
Non tenere queste spine dolorose tutte dentro il cuore,
usa la tua voce melodiosa e lasciati andare
perché non potrei chiedere nulla di meglio delle tue parole
spontanee e sincere, che si abbandonino sulla mia pelle
in attesa di un nulla.
Ascolto questa canzone e mi
preparo alla giornata...
Oggi festeggeremo i nostri 9 mesi e un giorno.
Sono spaventata. Spaventata da ciò che potrebbe non accadere.
Ho preparato il pranzo con tanto amore, mi sono messa un vestito
stupendo, mi sono pettinata come ti piace, ho messo gioielli quanto basta per
completare il mio look, e fra poco rifinirò il trucco per essere sensazionale.
Mi sento bella e attraente, e non vedo l'ora di mostrarti questa bellezza,
preparata solo per te.
Beh, e allora cosa mi spaventa? Il fatto che non rimarrai stupito
di niente.
Ti ho preparato anche un video dolce, con una canzone d'amore di
sottofondo, e frasi carine che ricordino i nostri momenti insieme. Ma il tuo viso
davanti a questo regalo, preparato con il cuore, non sarà altro che il tuo
solito viso, con la tua solita espressione, mentre io spero sempre che cambi e
si trasformi in un'emozione.
E sono stupida perché è tutta la mattina che penso a cosa potresti
aver preparato per me: magari troverò la taverna in cui dobbiamo mangiare piena
di fiori, anche se mi basterebbe un mazzo di primavera sul tavolo. O magari
troverò anche solo una lettera scritta a mano da te, appoggiata sopra il mio
piatto, con un cuoricino disegnato sopra. Oppure non troverò nulla e
semplicemente domani mattina mi porterai la colazione a letto, dato che ti ho
detto che mi piacerebbe un sacco.
E sono stupida perché so che non accadrà nessuna delle cose che
sto immaginando, perché tu non sei così. Non mi hai preparato nessuna sorpresa,
non mi hai comprato un mazzo di fiori, e non mi porterai la colazione a letto.
Ma nonostante il nodo in gola che mi ritrovo per il fatto che sono
consapevole di come sei... ti amo lo stesso, e sono felice di festeggiare
questo traguardo importante con te.
Un sospiro e scenderò le scale al tuo arrivo, e sorriderò,
fingendo di non rimanere delusa dalle mie stesse aspettative...