Passi la lingua sulla lama affilata
assapori l'acre tono di metallo
e i tuoi occhi si infiammano
il sangue scorre nelle vene
pompato in gran quantità dal cuore.
Il sovraccarico di adrenalina,
la bramosia di vendetta,
l'esaltazione personale,
ti guidano nei tuoi movimenti.
Impugni il manico del coltello
con mano salda.
Quasi fosse un carbone ardente
ti colorisce il volto.
La tua camminata decisa,
il tintinnare delle catene legate ai tuoi piedi,
la maglia lacerata
che si apre sul petto possente.
Alzi la mano in un sentore d'onnipotenza
e in un gesto fulmineo
cali il pugnale su di me.
La punta trapassa la carne
e rallenti la discesa.
Come se volessi assaporare ogni centimetro di dolore,
spingi piano l'arma dentro il mio petto
e osservi il sangue sgorgare
e la mia faccia impassibile
rigata da lacrime amare.
Un'ultimo spunto d'ira
la lama che esce provocandomi una fitta profonda.
Io spiro.
Tu ridi.
"E ho fantasia e posso anche volare, la fantasia lo sai mi fa volare."
Una frase meravigliosa di una canzone meravigliosa. E questo basta per descrivere il blog: un foglio bianco su cui incidere lentamente ogni piccolo granello di sensazione rilevata dal mio piccolo cuoricino.
venerdì 19 ottobre 2012
domenica 14 ottobre 2012
Ho raccolto un fiore, tempo fa
Era colorato,
ma fragile.
ma fragile.
L'ho raccolto delicatamente
e l'ho portato nella mia stanza.
Gli ho donato le migliori cure che potessi donargli:
gli davo acqua fresca ogni giorno,
il sole entrava dalla finestra
e lui cresceva sempre più bello e radioso.
Poi è arrivata una tempesta.
Mi sono dimenticata di metterlo al riparo
e si è ritrovato sopraffatto.
Per colpa di una svista
il mio fiore è appassito
mentre tutti gli altri, pur fragili che fossero,
sono rimasti in vita, in quel giardino da cui l'avevo portato via.
Mi maledico di averlo voluto tutto per me.
Ho solo saputo portargli via il suo colore e la sua rigogliosità.
e l'ho portato nella mia stanza.
Gli ho donato le migliori cure che potessi donargli:
gli davo acqua fresca ogni giorno,
il sole entrava dalla finestra
e lui cresceva sempre più bello e radioso.
Poi è arrivata una tempesta.
Mi sono dimenticata di metterlo al riparo
e si è ritrovato sopraffatto.
Per colpa di una svista
il mio fiore è appassito
mentre tutti gli altri, pur fragili che fossero,
sono rimasti in vita, in quel giardino da cui l'avevo portato via.
Mi maledico di averlo voluto tutto per me.
Ho solo saputo portargli via il suo colore e la sua rigogliosità.
mercoledì 10 ottobre 2012
-
Mi rifugio nella scrittura come nella musica, quando ho qualcosa da dire.
L'arte nel senso più generale mi permette di delineare me stessa nel modo migliore possibile.
Sono sensibile, anche se nessuno lo sa.
L'arte nel senso più generale mi permette di delineare me stessa nel modo migliore possibile.
Sono sensibile, anche se nessuno lo sa.
Standby
Sarebbe bello poter davvero fare qualunque cosa senza dover ragionare...
A volte mi piacerebbe che la ragione avesse il pulsante on/off e che non fosse un delitto spegnerla...
cit. Mia
A volte mi piacerebbe che la ragione avesse il pulsante on/off e che non fosse un delitto spegnerla...
cit. Mia
Utopico desiderio
Vorrei che le cose andassero bene...
Vorrei che nessuno odiasse nessuno, che nessuno cercasse di cambiare nessuno.
Vorrei che ognuno guardasse i propri difetti senza evidenziare quelli altrui, vorrei che ognuno parlasse per sé, senza nominare gli altri nel proprio ragionamento.
Vorrei che si dicesse semplicemente la verità, e che si cercasse di sistemare le cose a tutti i costi.
Vorrei che nessuno odiasse nessuno, che nessuno cercasse di cambiare nessuno.
Vorrei che ognuno guardasse i propri difetti senza evidenziare quelli altrui, vorrei che ognuno parlasse per sé, senza nominare gli altri nel proprio ragionamento.
Vorrei che si dicesse semplicemente la verità, e che si cercasse di sistemare le cose a tutti i costi.
FLAIR (3)
A volte escono troppe parole dalla bocca della gente.
Altre volte escono le parole sbagliate.
E poi ci sono quelle volte in cui le parole non escono proprio.
E ti senti vuoto, come se non avessi niente da dire, come se il mondo avesse annullato il tuo "io" e avesse preso il suo posto, spersonalizzandoti, lasciandoti senza pensieri.
E poi ci sono quelle volte in cui le lacrime sostituiscono le parole.
It's a very very mad world...
FLAIR:
mercoledì 3 ottobre 2012
Consapevolezza.
L'immagino come una scala infinita.
I primi gradini spogli, poco curati, grigi.
E vivendo sali...
Poi livellati, lisci, lucidi.
E la vita continua...
Ad un certo punto alcuni fiori crescono agli angoli,
si fanno largo fra i sassolini di cemento e cercano una boccata d'aria.
E si cresce...
I fiori iniziano a spuntare anche fra le fessure interne,
fra un gradino e l'altro.
E si vive...
Alla fine della scala un gradino fiorito,
su cui non puoi nemmeno poggiare i piedi.
E quel punto capisci chi sei...
Cosa vivi a fare,
qual è il tuo ruolo nel mondo.
Tutti gli errori che hai commesso ti appaiono chiari.
Capisci di essere stato debole.
Ma poi guardi quei petali morbidi,
li sfiori con la punta delle dita,
e ringrazi Dio per averti fatto nascere inconsapevole.
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